PREFAZIONE
S. CRISTINA GELA: IL FEUDO LA TERRA IL COMUNE
Il territorio odierno del Comune di S. Cristina Gela è la risultante degli antichi feudi di Sancta Christina,
Erranteria del Salice, Chiaretto e Turdiepi. Erano stati donati alla Chiesa metropolitana di Palermo da Ruggero dei Normanni nel
1095. La loro onomastica richiamerebbe, in parte, quelle precedenti bizantina e araba.
Una prima concessione enfiteutica del feudo di S. Cristina a 82 agricoltori albanesi di Piana, avviene il
31 Maggio 1691 (cfr. G. La Mantia, I Capitoli delle Colonie greco-albanesi di Sicilia., Palermo, 1904).
Tuttavia, essa non dovette dare luogo a fondazione, se nel 1747 ci troviamo in presenza di altra concessione
enfiteutica in favore dei Naselli Duchi di Gela. E questa volta, non solo nel feudo di S. Cristina, ma anche dell'Erranteria
del Salice e del Chiaretto (oggi Panetto).
Nasceva la "Terra" di S. Cristina.
I Gela che, in nome del feudatario eminente, l'Arcivescovo di Palermo, eserciteranno probabilmente il "mero e misto",
legato al feudo di S. Cristina, concedono in subcanone gli appezzamenti agli stessi albanesi e ad altri. Concedono anche l'uso
di un'antica chiesetta rurale a Pietro Piediscalzi, albanese di rito greco, che vi fonda una confraternita e vi fa celebrare ogni
domenica "messa greca" (cfr.Archivio di Stato di Palermo, Notaio R. Di Gregorio, V. 8318).
Riscontri del rito greco, oggi qui scomparso, ma tipico della diaspora albanese medievale, troviamo nei registri
parrocchiali, nel canto del Lazëri, nel "vajtim" del Venerdì Santo - e Prëmtja e Madhe, nell'antica geografia cemeteriale: a est
venivano inumati i greci ritus, a ovest gli altri. E' traccia di ciò la diversità delle croci di ferro usate per i tumuli
(sarebbe opportuno conservarne gli ultimi esemplari rimasti): a forma allungata per i latini, a bracci uguali (croce greca) per i greco-albanesi.
Con l'abolizione della feudalità in Sicilia (1812) e la costituzione borbonica del 1818, la Terra di S. Cristina,
con l'aggiunta dell'ex feudo di Turdiepi, viene elevata a Comune col nome di Santa Cristina.
Con L'unità d'Italia, riscontratasi omonimie tra comuni del nuovo Regno, la denominazione ufficiale del Comune diventa SANTA CRISTINA GELA.
Nella parlata arbëreshe dei suoi cittadini il nome rimane quello dell'antico feudo SËNDAHSTINA.
Zef Giusseppe Chiaramonte
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