Sito Ufficiale del Comune di Santa Cristina Gela
(Continua)...di enfiteusi in enfiteusi...
Se, però, con il La Mantia, si continua a dar valore di fondazione a questa enfiteusi non si viene a capo del ruolo dei Naselli nel territorio né della presenza del loro eponimo nella denominazione del comune.
E' risaputo che a seguito dell'unità nazionale si riscontrarono parecchie omonimie tra i comuni del nuovo regno. Si seguì allora il criterio di assegnare una specificazione ai comuni con denominazione identica. Spesso si ricorse al predicato feudale della famiglia che aveva esercitato sul luogo l'amministrazione signorile. Non è questo il caso di S. Cristina in Val Gardena né quello di S. Cristina d'Aspromonte, ma lo è certamente quello di Santa Cristina Gela.
Bisogna finalmente focalizzare l'attenzione, oltre che sui rapporti tra la Mensa arcivescovile di Palermo e gli Albanesi di Piana, anche sui rapporti tra la stessa Mensa e i Gela. Tanto più che vi accennano il marchese di Villabianca e il Dizionario del De Vita.
Per il primo rapporto siamo in presenza di una concessione in enfiteusi perpetua e possediamo una certa data: il 1691.
Quando e perché inizia un rapporto, e di che genere, tra la Mensa e i Naselli di Gela?
Aditi senza esito gli eredi, intanto confluiti nei Trigona di S. Elia, solo indizi catastali, ormai di solo valore cartolare, rinviano a un atto notarile del 1937.
Con esso le sorelle germane Clementina e Giovanna Trigona rimettono nelle mani dell'arcivescovo di Palermo, card. Luigi Lavitrano, i censi degli ex feudi di S. Cristina e dell'Erranteria del Salice. Non senza richiamarvi l'atto di concessione a don Domenico Naselli duca di Gela, rogato nel 1747 per le cure del notaro Giuseppe Maria Serio.
Atto che in minuta si trova presso l'Archivio di Stato a Palermo.
All'inizio la presenza di due concessioni dello stesso territorio a entità diverse, a distanza di 56 anni l'una dall'altra, lascia perplessi.
Tuttavia, analizzando brevemente l'atto, si nota che l'enfiteusi del 1691 non aveva dato i frutti sperati per nessuna delle parti contraenti.
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